Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Cras sollicitudin, tellus vitae condimentum egestas, libero dolor auctor tellus, eu consectetur neque.

Premi Invio per iniziare la ricerca
 

Nonno Eugenio

H-Earth / Racconti  / Nonno Eugenio

Nonno Eugenio

Nonno Eugenio e il suo nipotino di sei anni, Mattia, invogliati dal tepore di un sereno pomeriggio di marzo, decidono di andare ai giardinetti, distanti qualche minuto da casa. Strada facendo, Mattia, vispo e curioso, come solo alla sua età, ad un certo punto tira la giacca del nonno per attirare la sua attenzione e gli domanda: “Nonno, nonno che cosa sono quei cosi laggiù?”, Eugenio volge lo sguardo dove indicava il dito del nipote, “Sono piante, anzi alberi potati” – “Ma non assomigliano proprio ad alberi, me li ricordo con tanti rami vero nonno?” – “Hai ragione figliuolo, hai proprio ragione” posandogli la mano sulla testolina e oscillando sconsolato la grigia testa. All’ombra di un pino marittimo, eccoti una panchina, nonno Eugenio sedutosi, chiama accanto a se il nipotino “Sai caro Mattia, gli alberi per la vita di noi uomini ma anche per quella di Ringhio, il tuo cagnolino, sono fondamentali” e si porta la mano tremolante sulla canuta barba aggiungendo sotto lo sguardo rapito del nipote – “Noi senza di Loro non esisteremmo mentre per il contrario, devi sapere,non ci sarebbero problemi, anzi…”– allora Mattia sveglio com’è domanda – “Però nonno, l uomo non è il più forte di tutti?” – “Non proprio, caro nipotino, di sicuro il più intelligente, anche se troppo spesso si crede il padrone di tutto, compresi gli alberi che insieme alle colline, le montagne, i fiumi e i laghi formano questo meraviglioso paesaggio che ci circonda e in tanti ci invidiano” – “Non capisco, nonno!” – “Allora facciamo un giochino Mattia, ti va?” – “Si nonno, siiii”, schizzando in piedi dalla panchina – “Avvicinati al pino dietro di noi, appoggia le mani sul tronco, chiudi gli occhi e ascolta…l’energia vitale che scorre dentro, proprio come quando appoggi l’orecchio sul pancione di tua madre per ascoltare la tua sorellina che calcia”“Adesso ascoltami” – Mattia si stacca dal tronco del pino, fissa gli occhi celeste cielo su quelli nero profondo del nonno piegato sulle ginocchia – “Tutti gli alberi sono creature viventi, anche se non si muovono come Musa, la tua gattina, vanno conosciuti, rispettati e custoditi, ripeto custoditi, come doni d’insostituibile valore, perché noi non ne siamo i padroni, come per una macchina, bensì i temporanei custodi, con il preciso dovere di preservarli in salute e sicurezza alle generazioni future come la tua e quella di Sofia che sta per nascere.” Alzandosi in piedi, nonno Eugenio da una carezza al nipote, lo prende per mano ed insieme si dirigono verso i giardinetti, lasciandosi alle spalle quel orrendo spettacolo.

Redazione

No Comments

Post a Comment